E' una malattia infettiva causata da Treponema pallidum. Si trasmette principalmente con i contatti sessuali, incluso quello orogenitale ed anorettale o per via transplacentare da una donna gestante al suo feto. Il decorso e' cronico ed e' caratterizzato da lesioni e sintomi a carico della cute, del sangue, di organi interni, riscontrabili con la sequenza che consente di suddividerlo in tre periodi: primario, secondario, terziario. Il primario e' dovuto all'insieme dei fenomeni locali determinati dalla penetrazione dei germi nell'organismo. Sulla sede di penetrazione la lesione si sviluppa come una papula rossastra che presto si ulcera, restando indolore; essa si localizza su pene, ano e retto nell'uomo, a livello vulvare e nel canale cervicale nella donna. La durata del periodo primario e' di 50-70 giorni. Il secondario segue quello primario, nei casi non curati, e corrisponde alla diffusione del treponema nel sangue ed in tutti gli organi. I SINTOMI Si manifesta con eritemi cutanei che compaiono usualmente dopo 6-12 settimane dall'infezione. Le lesioni possono essere transitorie o possono persistere per mesi. Sono inoltre spesso presenti modesti segni di malessere, cefalea, anoressia, nausea, dolenzia ossea e facile stancabilita'. Frequentemente e' presente una linfomegalia (aumento di dimension dei linfonodi) generalizzata con linfonodi che si presentano gommosi. Il secondario, in mancanza di cure, ha una durata che varia da 2 a 4 anni. Il terziario e' dovuto alla possibilita' di sviluppo del processo morboso in diversi distretti. Le lesioni si sviluppano di solito tra il 3ø e il 10ø anno di infezione. La tipica lesione e' la "gomma" che si manifesta inizialmente con una formazione nodulare, tondeggiante, a limiti netti, che tende ad aumentare di volume e ad aderire alla cute sovrastante che appare di colorito rosso-bluastro. Il nodulo tende al rammollimento e ad aprirsi all'esterno, con fuoriuscita di liquido purulento; guarisce poi in modo lento lasciando una cicatrice. Oltre alle lesioni a carico della cute possono essere colpiti l'apparato scheletrico (osteiti ed osteomieliti gommose, artriti), l'occhio (irite, atrofia del nervo ottico), l'orecchio, l'apparato digerente, la lingua; con maggior frequenza sono colpiti pero' l'apparato cardiovascolare ed il sistema nervoso. Le possibili compromissioni del sistema nervoso sono molteplici: neuriti, polineuriti, encefaliti, mieliti, meningiti, paralisi progressiva. LE CURE La terapia si basa sull'uso di antibiotici adeguati. Per confermare l'eradicazione dell'infezione gli esami clinici vanno effettuati mensilmente per 6 mesi e successivamente ogni 3 mesi per altri 18 mesi. Inoltre tutti i rapporti sessuali degli ultimi tre mesi (nel caso di Lue primaria) e dell'ultimo anno (nel caso di Lue secondaria) vanno indagati, i partners trattati ed informati della loro potenziale contagiosita' e della necessita' di evitare qualsiasi rapporto sessuale fino alla dimostrazione attraverso gli esami ed i test della loro non infettivita'. I test per la diagnosi della sifilide vengono fatti di norma a tutte le donne in gravidanza, i test per la diagnosi della sifilide prevedono esami del sangue, i test della reazione di Wassermann, il test di immobilizzazione di Nelson e l'Immunofluorescenza. In tutti e tre i casi si ricercano gli anticorpi della malattia, la cui presenza e' segno che l'organismo e' venuto a contatto con questo batterio. Questi stessi accertamenti vengono prescritti agli uomini e alle donne in cui si sospetta la presenza della malattia. Nella donna in gravidanza, la sifilide congenita viene trasmessa al feto per via placentare dalla madre luetica in fase attiva o di latenza, ma non prima della quinta settimana. La sifilide durante la gravidanza puo' determinare l'aborto, parto prematuro con feto morto o parto a termine con neonati con manifestazioni sifiliche. Il neonato mostra lesioni cutanee, le piu' caratteristiche delle quali sono eruzioni bollose sulle palme delle mani e sulle piante dei piedi ed, inoltre, lesioni papulari intorno al naso, alla bocca e nelle aree cutanee a contatto con il pannolino. Spesso pero' i neonati non presentano i segni della malattia che puo' restare latente anche per tutta la vita. La sifilide congenita si puo' evitare praticando i test sierologici in quanto un adeguato trattamento farmacologico effettuato alla madre prima della fine del 4ø mese di gravidanza evita l'infezione al feto. |
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