Anche in seguito a fecondazione assistita si potra' trasmettere al figlio il proprio Dna. Lo studio, che e' stato pubblicato sull'ultimo numero dell'Human Reproduction, si e' concluso dopo un anno di fatiche ed e' opera di un'equipe internazionale costituita da francesi, spagnoli e italiani. Sono stati i ricercatori a spiegare i particolari della tecnica che permette di fondere l'ovocita della donatrice, opportunamente "svuotato" del suo nucleo, con quello della donna non in grado di procreare; tutto cio' per consentire alla donna infertile di avere un figlio che possieda il suo patrimonio genetico e quello del padre del bambino. Al momento, comunque, non si e' ancora proceduto a trasferire ovuli cosi' modificati in una donatrice, a causa delle restrizioni imposte alla modificazione genetica in molti paesi europei, Italia compresa. |
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