PREVENZIONE 1. Il Cittadino italiano ha diritto, a qualsiasi eta', alla tutela della sua salute e della sua esistenza dai fattori di rischio cardiovascolari che ne potrebbero compromettere il futuro. 2. La prevenzione (e con essa l'educazione sanitaria permanente) contro i suddetti fattori di rischio deve, pertanto, costituire una consuetudine culturale, a partire dalle scuole di ogni ordine e grado: i modi, i tempi, gli investimenti dovranno essere concertati e decisi con i soggetti che ne avranno titolo, e, in particolare, con il volontariato di settore. 3. La cultura della prevenzione, a comprendere tutte le fasce d'eta', deve essere considerata diritto e dovere dei cittadini, regola e non eccezione, e come tale in grado di orientare comportamenti, modi di vivere, ma anche modi diversi di gestire la sanita' nella quale l'utente non venga piu' relegato al ruolo di "paziente" fruitore di decisioni sovente assunte a sua costante insaputa e, a volte, nell'ignoranza delle sue reali esigenze. Diventa allora coerente ed opportuno utilizzare adeguati sistemi di valutazione che riscontrino l'efficacia del processo nel tempo. SOCCORSO 4. I cittadini italiani in genere e quelli cardiopatici in particolare, di qualsiasi eta', hanno diritto, in caso di necessita', ad un soccorso tanto rapido quanto efficace, praticato dai professionisti del Sistema 118, opportunamente e progressivamente attrezzati a far fronte a questo emergente bisogno di civilta' sanitaria 5. E' altresi' necessario che settori sempre piu' ampi della popolazione vengano addestrati, attraverso corsi esaustivi, tanto al primo elementare soccorso (respirazione bocca a bocca e massaggio cardiaco), quanto alla defibrillazione precoce, tenendo soprattutto in conto le aree a rischio urbane, extraurbane e montane. Allo scopo le Associazioni di normale Volontariato del Cuore si attiveranno alla collaborazione piu' piena e varia con gli addetti del 118. 6. Il Sistema di soccorso professionale (118) deve essere esteso all'intero territorio nazionale, adeguato al bisogni della popolazione e qualificato tanto nella diagnosi precoce che nel primo intervento; deve altresi' evolversi nell'addestramento del personale, nella modernizzazione delle attrezzature e dei mezzi, nella dislocazione degli stessi nelle varie aree del Paese, "velocizzazione del soccorso" 7. L'espressione "velocizzazione del soccorso" e' da intendere come tempo "aureo" complessivo (extra ed intra ospedaliero) utile a salvare la vita e l'esistenza di una persona colpita da malanno, adeguatamente soccorsa, da avviare poi, nel minor tempo possibile, al reparto piu' idoneo ed attrezzato a far fronte all'evento. 8. Durante il corso di laurea in medicina o dopo lo stesso e' importante che gli studenti acquisiscano nozioni di prevenzione sulle malattie cardiovascolari; e' altresi' indispensabile che gli stessi seguano corsi di apprendimento approfonditi delle tecniche di soccorso; il medesimo discorso deve valere per la formazione del personale sanitario tecnico e per i volontari del soccorso, nonche' per le forze del volontariato e istituzionali non sanitarie. CURA 9. Il cittadino cardiopatico contribuisce a finanziare il Servizio Sanitario Nazionale: a lui, pertanto, e' dovuto un complesso di servizi atti a migliorare le sue condizioni di salute. 10. Nella sua qualita' di utente egli ha diritto ad un'informazione tempestiva e trasparente, finalizzata alle possibilita' di accesso a tali servizi in tempi e condizioni utili e nelle strutture meglio rispondenti alle sue complete esigenze di cura. 11. Egli ha diritto ad essere sottoposto a controlli periodici intesi a verificare le sue condizioni di salute, nella certezza che un cittadino in buona forma viva meglio e costi meno alla comunita' nazionale. 12. In caso di necessita' deve poter fruire di tutte le piu' avanzate prestazioni specialistiche, farmacologiche e strumentali, cui si puo' fare ricorso allo stato dell'arte, sia durante il ricovero che a domicilio. 13. Tali prestazioni saranno quelle che lo specialista ed il medico riterranno adeguate al suo particolare stato di salute: ogni interferenza tra il medico ed il malato tendente unicamente ad indurre al risparmio, e' da respingere fermamente, poiche' non fa il bene del paziente, non quello dei bilanci delle aziende sanitarie, ne' quello della Societa' nel suo complesso. 14. I cittadini cardiopatici avvertono oggi il bisogno di chiedere che vengano rimossi atteggiamenti ed ostacoli che, di fatto, impediscono il pieno dispiegarsi di quanto sopra esposto, in termini di cura, dopo aver investito in quel settore strategico e decisivo che e' la prevenzione. RIABILITAZIONE 15. Dopo le dimissioni egli ha diritto ad accedere ai centri di riabilitazione cardio psicologici, deputati a produrre il suo recupero ed il suo reinserimento nel mondo del lavoro: siffatti centri, pertanto, devono accogliere i pazienti post operati e tutti i cardiopatici bisognosi di fruire di un tale servizio. 16. Per ottimizzare il processo di riabilitazione psicofisico del cardiopatico e' auspicabile che lo stesso trovi un'adeguata continuita' attraverso l'assistenza, anche a domicilio, da parte di personale, professionale o volontario, opportunamente addestrato e qualificato. 17. I Centri di Riabilitazione devono sorgere in prossimita' ed operare in sintonia con le aree di intervento e di cura. STRUTTURE, FORMAZIONE E RICERCA 18. Le alte specialita' e tecniche interventistiche (cardiochirurgia, angioplastica, cateterismo cardiaco, ecc.) devono essere: a) facilmente accessibili, in ogni parte del Paese, attraverso il Servizio Sanitario Nazionale, a tutti i cittadini, di qualsiasi eta', che ne abbiano necessita'; b) inserite in un dipartimento pubblico di malattie cardiovascolari, cosi' da produrne il progressivo sviluppo, investendo in formazione e ricerca. 19. Formazione e ricerca sono, infatti, valori aggiunti all'evoluzione della cardiologia e alle prestazioni da offrire agli utenti, cioe' al popolo dei cardiopatici, anche a quello piu' giovane. 20. La ricerca e' una risorsa di incalcolabile utilita': come tale va stimolata e vanno attivate tutte le condizioni di natura politica, scientifica ed economica necessarie allo sviluppo di essa nel settore. 21. Le Associazioni aderenti al C.O.NA.CUORE si dichiarano, pertanto, disponibili a collaborare alla nascita di fondazioni e centri capaci di dare impulso alla ricerca nel campo cardiologico. DIRITTI GENERALI 22. Il cittadino cardiopatico ritiene suo diritto d'essere messo nelle condizioni di potersi curare, senza preoccupazioni di carattere socio economico. 23. Il cittadino cardiopatico chiede la rimozione di tutti gli ostacoli che di fatto limitano o impediscono il pieno accesso alla cura del suo corpo ed il perseguimento della sua serenita' esistenziale. Sara' cura delle aziende sanitarie attivarsi per consentire la piena fruizione di ogni forma di terapia utile al raggiungimento del migliore risultato. 24. Tutti coloro che si trovano nel territorio nazionale hanno gli stessi diritti del cittadino italiano. 25. Il cardiopatico rivendica, in ogni parte del Paese, un'agile possibilita' di accesso alla prevenzione, al soccorso, alla cura ed all'assistenza piu' funzionale, efficace e confortevole. 26. I cardiopatici e le loro Associazioni che si riconoscono nel CO.N.A.CUORE rivendicano (come tutti i sodalizi O.N.L.U.S. del Paese) la possibilita' di usufruire di un regime fiscale agevolato per quel che riguarda i beni sociali acquistati e le attivita' svolte: una diversa fiscalita', decisamente piu' favorevole, potrebbe incoraggiare le iniziative intraprese nell'interesse del "bene comune" e trasformarsi in un risparmio economico per lo Stato. I cardiopatici chiedono che venga incoraggiata la solidarieta' militante di chi si prodiga gratuitamente al servizio di una nobile causa. 27. Il cittadino cardiopatico, considerata la particolarita' della sua patologia, ha diritto alla salvaguardia del posto di lavoro, ove sia in grado di prestarlo, garantendogli, per non aggravare le condizioni, attivita' corrispondenti ed adeguate alle sue possibilita' psicofisiche, opportunamente certificate. 28. Al cardiopatico dichiarato non piu' idoneo all'attivita' lavorativa deve essere garantita un'adeguata fuoriuscita dal mondo del lavoro, tanto in termini di pienezza di buonuscita che di assegno pensionistico, da corrispondere al massimo livello di anzianita' contributiva. 29 Vigente la recente legislazione, che ha inserito il concetto di patto per la salute tra le istituzioni ed i cittadini e che offre sponde interlocutorie al volontariato, si richiede che un siffatto ruolo trovi pratica attuazione nei momenti di programmazione e di decisione della sanita' concernenti il settore, ad ogni livello istituzionale. 30. Il CO.NA.CUORE si batte PER la soluzione dei problemi, non CONTRO... |
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