L'ipersessualita' e' un argomento spesso trattato dalla stampa, sia italiana che estera, anche perche' spesso si tende a conferire a tale manifestazione una base patologica. Al contrario l'eccesso di desiderio non e' legato a qualcosa di patologico, ma ad una necessita' personale di superare i confini della pura piacevolezza. In alcune situazioni si puo' manifestare, addirittura, un vero "disturbo del comportamento" che impedisce di coltivare relazioni affettive scatenando, invece, sensazioni di ansia. Cosi' alcuni soggetti hanno un bisogno sfrenato di fare sesso: lo consumano come se fosse una droga, senza gustarlo. In passato questa condizione e' stata variamente definita: iperedonismo, satiriasi, furore uterino e ninfomia per le donne. Oggi si tende a definirla sindrome compulsiva sessuale, bulimia sessuale e sessodipendenza. Questi termini vengono utilizzati per definire un soggetto la cui attivita' sessuale o anche solo i suoi impulsi sessuali sono considerati al di sopra della norma. Certamente non si tratta di termini significativi dal punto di vista scientifico; infatti, definire il confine tra un atteggiamento sessuale "vivace" ed uno patologico non e' semplice, e molto spesso il giudizio e' influenzato da componenti culturali e psicologiche. Quando gli impulsi sessuali e le attivita' ad essi collegati interferiscono con lo svolgimento della propria esistenza, i rapporti sono dettati da pulsioni fisiche, non c'e' alcun tipo di coinvolgimento emotivo e nonostante i frequenti orgasmi non si riesce ad essere soddisfatti, allora ci si trova in un ambito patologico, ed e' necessario rivolgersi ad un professionista. In termini scientifici non dovremmo definire questa sindrome come una devianza o deviazione, tantomeno una perversione, bensi' una parafilia. La pulsione inevitabile che assale improvvisamente e che deve trovare al piu' presto una via di sfogo, e' simile alla dimensione psicologica di quelli che sono dipendenti da droga o che soffrono di bulimia nervosa. Questo bisogno sfrenato, nasce da un sentimento di vuoto che non puo' essere appagato se non con qualche stratagemma pratico. Oltre a motivi psicologici, a bisogni profondi ma insoddisfatti, si ipotizzano anche cause di natura biologica, cosicche' le terapie da seguire risultano spesso tecniche combinate, psicologiche, comportamentali o psicoanalitiche e farmacologiche. |
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