Esistono innumerevoli prodotti sostenuti dalle campagne pubblicitarie che promettono miracoli contro la forfora e la caduta dei capelli. Tra questi il minoxidil che, nato per la cura dell'ipertensione, oggi e' usato nella cura dell'alopecia androgenetica e in altre forme di calvizie. Il farmaco, pero', comincia a funzionare solo dopo 5-6 mesi di somministrazione regolare e quindi, per essere efficace, la stimolazione dei bulbi deve avvenire di continuo. Inoltre, se si interrompe la cura, gli effetti positivi permangono massimo per 4 mesi, dopodiche' si ripresenta il problema della caduta. Secondo alcuni ricercatori tedeschi oggi e' possibile contrastare anche la calvizie ereditaria, meccanismo auto-distruttivo prodotto dai linfociti che attaccano per errore il bulbo dei capelli distruggendolo. Il tutto grazie a farmaci che derivano dalla ghiandola timica, situata alla base del collo e importante per la difesa dell'organismo. Da essa, infatti, vengono estratti gli ormoni in grado di controllare l'attivita' dei linfociti che in tal modo non possono piu' attaccare il bulbo del capello. E' noto da tempo, invece, l'uso del cortisone che, applicato come lozione, e' efficace contro l'alopecia androgenetica e ogni forma di calvizie ma puo' essere utilizzato solo per pochi mesi visti gli effetti collaterali e i seri danni alla pelle. C'e' poi l'acido retinoico, usato gia' per l'acne e la prevenzione delle rughe, in grado di stimolare lo sviluppo dei cheratinociti, cellule che formano la cheratina. In genere viene utilizzato sotto forma di lozione, spesso in abbinamento con altre sostanze, producendo un arresto nella caduta e a volte una leggera ricrescita. Da non tralasciare l'uso di alcuni ormoni tipo il ciproterone acetato e il progesterone che, agendo come anti-androgeni, sono in grado di frenare la caduta e regolare il livello di sebo sul cuoio capelluto. Questa cura, pero', e' riservata solamente alle donne perche' l'effetto anti-androgeno finirebbe per "femminilizzare" l'uomo. Per finire c'e' la finasteride, un farmaco attualmente in commercio per curare l'ipertrofia prostatica, che ha la capacita' di bloccare l'azione nociva dell'enzima 5 alfa reduttasi sui bulbi riuscendo in tal modo a frenare la caduta dei capelli e inducendoli alla ricrescita. Un discorso a parte va fatto, invece, per alcuni trattamenti medici che mirano alla rivitalizzazione e alla nutrizione dei bulbi piliferi, quali la ionoforesi e il laser, che non sono tutt'ora in grado di raggiungere gli scopi prefissati. La prima tecnica in teoria dovrebbe rendere piu' efficace l'assorbimento della sostanza attraverso il cuoio capelluto ma per il momento la cosa che si verifica con maggior frequenza e' lo sviluppo di irritazioni locali. Il raggio laser, invece, pur avendo la capacita' di stimolare la circolazione sanguigna sembra non avere effetto alcuno sull'alopecia androgenetica. |
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