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Christian Boiron nel suo libro "Le ragioni della felicita'". 24 Genn. 2006

Si puo' parlare di felicita' oggi? In un momento che ci appare cosi' difficile e incerto? Si'. Perche' tutti la cerchiamo. Anche se, spesso, invano. Il motivo? Ci affanniamo a cercarla nella direzione sbagliata, guardando fuori e non dentro di noi.

Christian BOIRON nel suo libro LE RAGIONI DELLA FELICITA'propone una definizione precisa e scientifica della felicita' distinguendola dal piacere.

Centotrentatre' pagine per capire che il principale ostacolo al raggiungimento della felicita' e' il conflitto tra i nostri tre cervelli: il cervello rettiliano,il sistema limbico e il neocorticale.

A 5 anni di distanza dalla prima edizione e in un mondo che piu' che mai ha bisogno di iniezioni di fiducia e positivita', torna sugli scaffali, con una prefazione a firma del prof. Enrico Cheli[1], il libro di Christian Boiron "Le ragioni della felicita'. Contenuti e definizioni del piacere e della felicita': nuove ipotesi" (Franco Angeli). Ritorna, quindi, l'energia e l'entusiasmo di un
uomo - filosofo, artista, imprenditore, scrittore, farmacista - che vuole trasmetterci quanto ha imparato sulla vera origine del "bonheur", sulla distinzione tra piacere e felicita', sulla via da intraprendere per vivere in
armonia ed essere finalmente felici.

Come ha ribadito l'autore, nell'incontro tenutosi nello storico Teatro Filodrammatici, alla presenza della stampa e del pubblico milanese, l'infelicita' nasce da una assenza di armonia tra i nostri tre cervelli[2]:

- rettiliano, vale a dire la parte che gestisce le funzioni fisiologiche, i bisogni primari (sonno, fame, desiderio sessuale) e da cui scaturiscono istinto di sopravvivenza e i cosiddetti "stati d'emergenza" (rabbia, ansia, depressione).

- limbico, in una parola, il nostro "software", capace di gestire tutte le informazioni che riceve senza necessariamente prenderne coscienza, sviluppando
cosi' reazioni automatiche. Grazie ad esso, per esempio, camminiamo, parliamo, in breve, compiamo tutte quelle azioni per le quali non vi e' bisogno di una riflessione in merito. Il cervello limbico e' anche sede dell'istinto gregario,
che spinge le persone a raggrupparsi in nuclei familiari ed urbani.

- corticale, la nostra parte piu' evoluta, in cui si sviluppa la capacita' di ragionare, di inventare e il desiderio di scoprire.

E' tramite la corteccia che cominciano a delinearsi il progetto e il destino dell'uomo.

Quanto piu' la relazione tra i nostri tre cervelli e' armonica, tanto piu' ci avviciniamo allo stato di benessere e felicita', mentre se c'e' conflitto e disarmonia, ce ne allontaniamo inesorabilmente, avvertendo stati crescenti di
malessere.

E cos'e' allora il piacere, cosi' spesso confuso con la sensazione di felicita'?

Secondo Christian Boiron esso e' la risposta data da una sola delle tre parti del cervello, ad un nostro desiderio. Un esempio:

"Non e' la famiglia che da' la felicita', ma la felicita' che favorisce il piacere familiare - spiega l'autore - quando si e' equilibrati ed in pace con se stessi, si e' aperti agli altri, all'altro, si e' disponibili in una relazione forte, ricca, impegnativa"

La felicita' e' la natura profonda dell'uomo, e' qualcosa di essenzialmente personale, e' il suo stesso funzionamento fisiologico.

"Quando l'uomo funziona fisiologicamente e' in stato di felicita' - spiega l'autore - Su questo stato fisiologico, tuttavia, vengono ad innestarsi dei disordini patologici, come l'aggressivita', l'ansia e la depressione, e si
determina cio' che io personalmente chiamo infelicita'. Basta guarire da questi disordini per trovare la felicita'."

Il segreto sta quindi nel risolvere i conflitti. A questo proposito il prof. Enrico Cheli,autore della prefazione del testo adottato nei suoi corsi all'Universita' di Siena, dichiara:

"Boiron si e' assunto il compito di mostrare come ciascun cervello si manifesta (in pratica) attraverso emozioni, convinzioni, modelli di comportamento, visione consapevole, e in quali casi e con quali modalita' un cervello entra in
conflitto con un altro. Ne risulta un modello assai semplice ed elegante che non e' solo teorico ma fornisce anche preziose indicazioni e suggerimenti pratici alla portata di tutti; ovviamente non garantisce il raggiungimento
della felicita', ma certo indirizza sulla giusta via. Quanta di quella via verra' poi effettivamente percorsa e quale sara' il grado di felicita' raggiunto e mantenuto, dipende dal singolo individuo, dal suo impegno e dal suo livello evolutivo: nessuno puo' regalargli la felicita' ne' fare il cammino al suo posto."

Le modalita' di risoluzione dei conflitti ed i suggerimenti per generare l'armonia tra i propri cervelli, sono spiegati da Christian Boiron con intuizioni ed esempi pratici in cui ciascuno di noi potra' ritrovarsi. Centrotrentatre' pagine, suddivise in cinque capitoli[3], capaci di mostrare,
con semplicita' e chiarezza, come ciascun cervello si manifesti attraverso emozioni, convinzioni e modelli di comportamento propri, e come e quando un cervello entri in conflitto con un altro.

"La felicita' non e' uno stato di liberta' assoluta ma un cammino che regala ogni giorno un po' piu' di liberta', un po' piu' di meraviglia e di amore per la vita in tutti i suoi aspetti", conclude Christian Boiron con un sorriso, lo stesso della copertina del suo libro.

Christian Boiron e' Presidente e Direttore Generale dell'Azienda numero uno al mondo nel settore dell'omeopatia; farmacista, artista, appassionato del sociale e della ricerca, trae dalla sua attivita' di capo d'azienda e dalla sua esperienza politica alcune riflessioni sui grandi temi di attualita': disoccupazione, recessione economica, droga, violenza. E' autore di: "E se pensassimo altrimenti la vita?" (Tecniche Nuove 1995) e "Il futuro
dell'omeopatia" (Tecniche Nuove 2004).

Per maggiori informazioni:

www.boiron.it

[1] Autore della prefazione del libro, il prof. Enrico Cheli e' psicologo e sociologo all'Universita' di Siena, dove dirige una Scuola di dottorato di ricerca in "Studi per la pace e la risoluzione dei conflitti", un Master in
"Relazioni interpersonali, comunicazione e counseling" e vari corsi di perfezionamento sull'intelligenza emotiva, la consapevolezza dei sentimenti e delle emozioni, le abilita' comunicativo-relazionali

[2] La separazione fu individuata negli anni novanta dalla neuropsicologia, in particolare dagli studi di Henry Laborit e dei suoi allievi, Jacques e Fanny Fradin.

[3] Per una definizione scientifica della felicita'; Verso la felicita'; La felicita' e l'amore; La felicita', la politica, l'economia, l'ecologia; La felicita' puo' sostituire Dio?

Comunicato Stampa: Weber Shandwick
 
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